DVR: conta il dettaglio

Rischi sul Lavoro

 

Il concetto chiave

La Corte di Cassazione ha stabilito che il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) non può essere generico. Deve essere compilato con il massimo grado di specificità. Significa che deve analizzare nel dettaglio i rischi legati alle concrete e reali attività svolte in azienda. Senza questa precisione, è impossibile fare vera prevenzione.

 

Di chi è la responsabilità?

  • Il Datore di Lavoro è l’unico garante: Anche se si fa aiutare da figure esperte come l’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) o il Medico Competente, la responsabilità finale è sua.
  • Obbligo di controllo: Il datore di lavoro deve verificare che il DVR sia adeguato ed efficace. Se l’RSPP dimentica un rischio che si poteva individuare con la normale esperienza e diligenza, il datore di lavoro ha il dovere di aggiungerlo.

Due esempi pratici (casi reali)

Per capire cosa significa “massimo grado di specificità”, la Cassazione ha condannato dei datori di lavoro in questi due casi:

  1. Il macchinario usato per un altro materiale: In un’azienda, un macchinario nato per lavorare metalli preziosi veniva usato anche per l’acciaio. La lavorazione dell’acciaio richiedeva precauzioni diverse, ma nel DVR non c’era scritta una sola riga su questo cambio di utilizzo.
  2. L’operazione dimenticata: Un’azienda aveva firmato un contratto per montare una struttura di supporto per barche. Nel DVR, però, mancava completamente l’analisi dei rischi legati proprio a quel montaggio, che pure era l’attività principale di quel contratto.

In poche parole: Il DVR non deve essere un documento “copia e incolla”. Deve descrivere esattamente e nei minimi dettagli ciò che i lavoratori fanno ogni giorno e i rischi specifici delle mansioni e dei macchinari che usano.